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NOVITA'

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È nel 1957 che l’ Encyclopaedia Britannica introduce per la prima volta la definizione di Ponzi Scheme: ”A form of fraud in which belief in the success of a fictive enterprise is fostered by payment of quick returns to first investors from money invested by later investors”.
L’espressione è ormai entrata nel gergo finanziario globale e puntualmente la storia presenta nuovi casi di schemi piramidali: ancora oggi le autorità di vigilanza statunitensi cercano di capire come sia stato possibile non identificare la frode di Bernard Madoff, le cui dimensioni hanno superato qualsiasi precedente.
Il racconto della vita di Charles Ponzi (1882-1949) è molto più che il resoconto di una truffa negli anni venti del novecento. È l’affascinante storia della vita di un emigrante italiano intraprendente e spregiudicato, sicuro di sé e del suo fascino personale, alla ricerca del successo nel Paese ove tutti possono riuscire.
Nato a Lugo di Romagna, Ponzi emigrò negli Stati Uniti nel 1903 spostandosi poi a Montreal. Fece i lavori più diversi, compresa un’esperienza nel Banco Zarossi (poi fallito) che gli fornirà alcuni elementi di cultura finanziaria. Sarà in carcere più volte per vari reati.
Ma è a Boston nel 1920 che fonda la Securities Exchange Company e concepisce il suo piano, in verità semplice e geniale: l’Unione Postale Universale consentiva l’acquisto di International Reply Coupon con cui farsi consegnare affrancature in un'altra nazione. Arbitraggiando sul basso costo degli IRC in Italia (complice l’inflazione post prima guerra mondiale) era possibile ottenere negli USA francobolli ad un prezzo molto vantaggioso, che venduti a sconto ad operatori locali, consentivano di lucrare un alto rendimento.
Tuttavia il denaro raccolto dalla società di Ponzi, promettendo il raddoppio dell’investimento in novanta giorni, non era impiegato in questo schema (che peraltro avrebbe potuto realizzarsi solo in dimensioni limitate, dato il piccolo valore unitario dei francobolli): semplicemente egli usava i soldi degli ultimi clienti per pagare gli interessi e ripagare il capitale dei primi. Fra questi, a rendere fluido il meccanismo, alcuni poliziotti e reporter della città.
Ponzi condurrà per un breve periodo una vita sfarzosa e nel lusso, fino all’inevitabile crollo del castello di carte, seguito dal carcere, dall’espulsione e dal divorzio dall’amata moglie Rose. Tornato in Italia nel 1934, morirà in solitudine e in povertà in Brasile nel 1949.
Il libro qui riprodotto è la sua autobiografia, scritta nel 1937 e stampata in proprio, perché nessun editore fu disponibile a pubblicarla. Forse non contiene un resoconto del tutto oggettivo delle vicende che lo hanno riguardato, ma la sua lettura ci riporta al sogno di tanti emigrati italiani negli USA: ”I landed in this country with $2.50 in cash and $1 million in hopes, and those hopes never left me”